Non tutti i clienti si equivalgono
È una verità che ogni commerciante conosce d'istinto: certi clienti vengono ogni settimana e spendono molto, altri sono passati una volta sola sei mesi fa. Eppure la maggior parte dei negozi tratta tutti allo stesso modo, per mancanza di strumenti che facciano la differenza.
È esattamente il problema che risolve la segmentazione RFM. Dietro questo nome un po' tecnico si nasconde un metodo semplice e potente per capire la clientela e agire con intelligenza. Ecco come funziona, spiegato senza gergo.
RFM, che cos'è?
RFM è l'acronimo di tre criteri che descrivono il comportamento di un cliente:
Combinando queste tre informazioni si ottiene un'immagine molto più precisa di ogni cliente rispetto a un semplice totale di timbri. E soprattutto si possono classificare i clienti in gruppi e parlare loro in modo diverso.
I grandi profili di clienti RFM
Ecco i profili più utili da conoscere per un negozio di prossimità:
L'idea non è complicare tutto, ma capire che un campione e un cliente a rischio non hanno bisogno dello stesso messaggio.
Perché è l'arma anti-churn per eccellenza
Il "churn" è l'abbandono: i clienti che si allontanano e non tornano più. Il problema è che è silenzioso. Un cliente non vi avvisa che smetterà di venire. Dirada, poi sparisce. E il giorno in cui notate la sua assenza, spesso è troppo tardi.
La segmentazione RFM rende questo churn visibile. Seguendo recenza e frequenza individuate subito il cliente "a rischio": quello che veniva ogni settimana e che non si vede da un mese. È esattamente il cliente da richiamare ora, finché si ricorda ancora di voi.
Agire su un cliente a rischio costa molto meno e rende molto di più che andare a cercare un cliente nuovo con la pubblicità.
Passare all'azione: cosa fare per ogni profilo
I vostri campioni
Sono i vostri migliori ambasciatori. Ringraziateli, fategli sentire che contano. Un'attenzione personalizzata, un premio esclusivo, o semplicemente una richiesta di recensione Google (sono i più propensi a lasciarne una eccellente).
I vostri fedeli
Solidi ma senza eccessi. L'obiettivo è farli salire di un gradino: far loro scoprire un prodotto premium, proporre un'offerta che alzi lo scontrino medio.
I vostri clienti a rischio
Priorità assoluta. Una notifica push ben scritta può bastare:
La posta in gioco è riaccendere l'abitudine prima che sparisca del tutto.
I vostri clienti dormienti
Sono quasi persi, ma un'offerta di ritorno incisiva può a volte riportarli. Se non funziona, almeno non spendete energie inutili su di loro.
I vostri nuovi clienti
Il momento è cruciale: trasformare una prima visita in abitudine. Una notifica di benvenuto, un piccolo vantaggio per la seconda visita, e il gioco è fatto.
La trappola: la complessità
La segmentazione RFM può spaventare perché si immaginano tabelle Excel complicate e calcoli interminabili. È il momento giusto per rassicurare: non dovete calcolare nulla da soli.
Con una carta fedeltà digitale come Goodly, ogni visita viene registrata automaticamente. Le analisi RFM sono integrate: vedete direttamente quali clienti sono i vostri campioni, quali sono a rischio e quali dormono. Nessun foglio di calcolo, nessuna formula, solo una vista chiara e azionabile.
Un esempio concreto
Immaginiamo un bar. Grazie alle analisi RFM il gestore vede che:
Tre clienti, tre azioni diverse, tutte pertinenti. È questa la forza dell'RFM: il messaggio giusto, alla persona giusta, al momento giusto.
Quanto costa?
Le analisi RFM sono incluse nel piano Pro (29€/mese) di Goodly, insieme ai clienti illimitati e alle notifiche push. Di che trasformare i vostri dati in clienti che tornano.
Pronti a conoscere i vostri clienti?
Non serve essere analisti di dati per ridurre il churn. Una carta fedeltà digitale fa il lavoro per voi e vi mostra, in chiaro, chi coccolare e chi richiamare.
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