Il prezzo di vendita del regalo non è il suo costo
Partite dal costo variabile effettivo: ingredienti, confezione e altri costi direttamente causati dalla consegna del premio. Un caffè venduto a 4 € non costa necessariamente 4 € da preparare. Un servizio gratuito può inoltre occupare tempo e capacità che avrebbero potuto essere venduti.
Usate una base coerente per tutti i calcoli, anche rispetto all’IVA. I numeri seguenti sono ipotetici: illustrano un metodo, non una previsione dei risultati di Goodly.
Esempio: dieci caffè acquistati, poi uno in omaggio
Supponiamo 10 acquisti validi da 4 €, seguiti da un caffè gratuito con costo variabile di 1,20 €. Gli acquisti pagati generano 40 €. Se il premio viene utilizzato, il suo costo rappresenta 1,20 € ÷ 40 € = 3% di quei ricavi.
Questo rapporto non dimostra la redditività. Non include abbonamento, tempo di gestione, altri costi o una vendita pagata eventualmente sostituita dal regalo.
| Voce dell’esempio | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| Acquisti pagati prima del regalo | 10 × 4 € | 40 € |
| Costo variabile di un premio | Ipotesi di lavoro | 1,20 € |
| Costo del premio rispetto agli acquisti | 1,20 ÷ 40 | 3% |
| 50 premi effettivamente utilizzati | 50 × 1,20 € | 60 € |
Quante visite aggiuntive servono?
Per un periodo definito, sommate costo dei premi utilizzati, strumento e altre spese di gestione attribuibili al programma. Dividete per il margine di contribuzione di una visita aggiuntiva: ricavi meno i costi variabili di quella visita.
Esempio semplificato: 60 € di premi e 30 € di strumento fanno 90 €. Con 2,50 € di contribuzione per visita aggiuntiva, 90 ÷ 2,50 = 36 visite aggiuntive coprono soltanto questi costi. I 30 € sono un’ipotesi di calcolo; consultate i prezzi Goodly per le offerte effettive.
Le visite che sarebbero avvenute comunque non diventano aggiuntive perché il cliente possiede una carta. L’aumento delle iscrizioni, da solo, non dimostra un ritorno economico.
Cosa controllare ogni mese?
- Clienti iscritti che tornano davvero.
- Numero e frequenza delle visite, tenendo conto dei giorni di apertura.
- Premi utilizzati, relativo costo e vantaggi ancora promessi.
- Tempo del personale, correzioni e abbonamenti.
- Variazioni di prezzo, meteo e stagionalità che possono spiegare le differenze.
Confrontate periodi comparabili e, quando possibile, un gruppo simile non esposto all’offerta. Goodly aiuta a seguire visite e premi; questi dati da soli non misurano i ricavi causati dal programma.
Se il premio costa troppo?
Valutate un vantaggio apprezzato dai clienti con un costo di erogazione gestibile, oppure modificate la soglia per le nuove iscrizioni spiegandola chiaramente. Evitate uno sconto generale ai clienti abituali che non cambiano comportamento. Rispettate le promesse già fatte.
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